Microcogenerazione

Mar 12 2021
Office RienergyEsco

La microcogenerazione è la produzione combinata di elettricità e di calore da un unico impianto di piccola taglia.

La microcogenerazione viene spesso identificata dalla sigla inglese MCHP, acronimo di micro combined heating and power.

La configurazione più comune di un microcogeneratore consiste nell’abbinamento tra un motore a gas, la cui energia meccanica viene trasformata in energia elettrica, e un sistema di recupero del calore di scarto per la produzione di energia termica.

Rispetto a tutti gli altri tipi di impianti (caldaie, sistemi fotovoltaici, solare termico, ecc.), i cogeneratori presentano una sostanziale peculiarità: elettricità e calore vengono prodotti contemporaneamente e devono quindi trovare un adeguato utilizzo.

Se l’elettricità prodotta risulta facilmente canalizzabile nella rete elettrica, con importanti risultati in termini di risparmio e di remunerazione economica, altrettanto non si può dire per il calore.

Risulta infatti difficile da distribuire ad altre utenze, a causa dell’assenza o comunque dell’elevato costo delle reti di distribuzione.

Tutti gli impianti di cogenerazione “ad alto rendimento”, di potenza elettrica fino a 200 kW, possono usufruire del servizio di “scambio sul posto” che consiste in un particolare tipo di contratto, da stipulare con il GSE, che consente di auto-consumare l’energia prodotta dal proprio cogeneratore al fine di coprire tutto o parte del fabbisogno di elettricità.

In regime di scambio sul posto, si utilizza la rete elettrica come se fosse una batteria di accumulo virtuale, in cui immettere energia nei momenti in cui la produzione è superiore alle necessità di auto-consumo e dalla quale attingere elettricità quando serve. L’aspetto fondamentale dello scambio sul posto è che non si è in alcun modo vincolati ad utilizzare l’elettricità nel momento stesso in cui questa viene prodotta.

Tutti i cogeneratori di taglia superiore ai 200 kW elettrici non possono accedere allo scambio sul posto. Per questi impianti l’unica strada percorribile rimane quella della vendita di elettricità alla rete.

A seconda dell’utenza a cui si applica, l’energia termica dei microcogeneratori può diventare acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, in sostituzione delle tradizionali caldaie, oppure calore di processo per utenze industriali.

E’ chiaro che l’utenza ideale di un impianto di microcogenerazione deve presentare fabbisogni termici ed elettrici abbastanza costanti nel corso delle diverse stagioni.

Nel settore residenziale difficilmente le utenze corrispondono a questo profilo ideale.

La maggior parte di queste utenze infatti è caratterizzata da un utilizzo discontinuo di energia elettrica e dall’assenza di richiesta di calore al di fuori della stagione di riscaldamento.

Risultano quindi più interessanti applicazioni che assicurano una richiesta più costante di elettricità e calore: condomini, centri commerciali, piccole e medie imprese, centri sportivi, ecc.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i microcogeneratori sono alimentati a gas metano, ma dato il continuo aumento del loro costo diventano sempre più interessanti combustibili alternativi come il biogas, l’olio vegetale e, per i motori a combustione esterna e per i turbogeneratori ORC, fonti pulite come l’energia solare e le biomasse da legno.

Vantaggi della microcogenerazione

• risparmio energetico ed economico, grazie al minor utilizzo di combustibile
• nessuna perdita per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica (sono circa il 7%)
• minori rischi di black-out e di sovraccarico per le reti ad alta tensione
• maggiore autonomia e sicurezza nell’approvvigionamento energetico
• riduzione delle emissioni inquinanti e di CO2 in atmosfera
• viene meno la necessità di costruire ulteriori grandi centrali elettriche

Limiti e rischi della microcogenerazione

• contemporaneità nella produzione di energia elettrica e termica
• vicinanza tra il luogo di produzione e quello di utilizzo del calore
• costi di investimento elevati
• necessità di frequente gestione e manutenzione dell’impianto
• utilizzo prevalente di combustibili fossili

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi